Abbiamo conosciuto Albano da adolescente. Con la famiglia abitava poco distante da noi a Capodarco, il paese del Comune di Fermo, da dove abbiamo tratto il nome della comunità. Quando l’abbiamo conosciuto sembrava un adolescente difficile: strillava, si arrabbiava facilmente, sembrava poco disponibile a ubbidire e a lavorare.

Con il tempo tutto si risolse: voleva essere stimato e voluto bene. In paese non sempre l’avevano trattato bene per i suoi modi di relazionarsi che sembravano “diversi” e “strani”.

Pian piano si affezionò a noi, grazie anche a nostre famiglie che lo presero a cuore. Stava con noi la mattina: lavorava, faceva colazione, qualche volta pranzava; preferiva tornare a casa il pomeriggio per stare con i suoi.

Sempre nel pomeriggio gradiva andare “in città” per stare con i suoi amici. Durò così a lungo, fino a che i medici riferirono di un male importante.

Impressionante il decorso della sua malattia e della sua scomparsa: apparve un persona responsabile, dolce, piena di gratitudine. L’unica cosa che chiedeva era soltanto di poter fumare ogni tanto una sigaretta. Fu come una tenera creatura bisognosa di cura e di dolcezza. Al suo funerale fu presente tutto il paese.

Non sapevamo come ricordarlo. Poiché aiutava a tener pulite le strade del paese venne l’idea di intestargli un largo di fronte alle scuole elementari di Capodarco. Furono tutti d’accordo, noi per primi, il Parroco, il Sindaco di Fermo, il Prefetto di Fermo.

L’inaugurazione è l’8 dicembre alle ore 12. La cerimonia sarà semplice. Lo ricorderemo con affetto e gratitudine. Un dettaglio: avevo suggerito per l’intestazione della strada: Largo Albano Angelini, operaio. Mi suggerirono Albano Angelini, giardiniere. È giusto: un ricordo tenero per una creatura che ha vissuto la sua vita, circondato da rispetto.