La proposta dell'on. Veltroni per il diritto al voto degli immigrati è ragionevole e giusta. Sono milioni oramai le persone straniere che vivono da molto tempo in Italia, lavorando, vivendo nelle città con le proprie famiglie, mandando i figli a scuola, contribuendo allo sviluppo economico del paese.
Come sempre la politica sembra (o vuole) essere in ritardo: non si sa bene se per presa di posizione ideologica, per interesse, per miopia.
La tutela dei diritti dei cittadini è stata la spina dorsale che ha portato democrazia in Italia dal dopoguerra: spesso
costata fatiche e dolori. Gli stessi immigrati hanno pagato prezzi di sangue: il nostro mare è pieno di morti in cerca di lavoro. Non ci sono motivi di attendere per concedere loro il diritto ad essere rappresentati. Si tratterà di vedere in quali termini e con quali modalità. Però è indispensabile lanciare un segnale importante di integrazione.
Fermarsi alla cronaca nera, alle leggi sulla sicurezza, ai proclami dei sindaci significa dimenticare quanti vivono con dignità, nel rispetto delle leggi.
E' pericoloso e dannoso ingigantire le storture dell’immigrazione clandestina, dimenticando il bene dei molti immigrati regolari. Essi sono oramai indispensabili per noi tutti: per il nostro invecchiamento, per la manodopera giovane che fornisce, per la produzione di beni e servizi.
Ci auguriamo che l’ottusità di pochi non continui a gestire il paese con la convinzione che l’immigrazione è un fenomeno emergenziale. Siamo diventati meticci per necessità e non per generosità. Tanto vale prenderne atto.